Spazi Sacri

Fluire, al di là della paura – Fatti coraggio e varca la soglia…

‘L’elemento dell’acqua è difficile da definire a parole, in sintesi. Un elemento vasto e ricco tanto quanto gli oceani, la vita che qui vi nasce, le sorgenti dell’inconscio e la magia dell’intuito.

A piccoli sorsi, costantemente, ne beviamo per colmare questa sete di vita, di chi è in viaggio sul pianeta alla scoperta delle sue meraviglie dentro e fuori di noi, a chi è in viaggio con se stesso.

L’acqua è connessa con tutto ciò che è il nostro mondo emozionale, la nostra sensibilità più fine e acuta.

Le maree sono il disegno del movimento della forza lunare che agisce sulle grandi masse acquatiche cosi come dentro di noi. Quale meraviglia.

Nel nostro corpo, gli organi che sono collegati a questo elemento sono i reni e la vescica.

I reni, sono le nostre orecchie interiori. Della stessa forma, sembra che dio abbia posto un paio di orecchie ad ogni latitudine del nostro corpo; i piedi per ascoltare la terra, i reni per ascoltare l’acqua, le orecchie per ascoltare l’aria, il cuore per ascoltare la voce dell’anima.

Hanno una forma simile. Posti li ad ascoltare la voce del grembo i reni sono il nostro uditore interiore. Sono nella medicina cinese la fonte dell’energia che ci è giunta come dono di nascita dai nostri avi. Sono tutto ciò che è profondo e ci muove con una forza primordiale. E in questo spazio sacro risiede forse la prima di tutte le forze che interagisce con il nostro mare interiore, la paura.

La paura è quel movimento interiore che ci permette di sentire che qualcosa ci frena, che vogliamo fermarci, che non c’è in noi un miraggio cosi potente da farci andare oltre… e ritrovare il coraggio.

schipor catalin
Schipor  Catalin Photography

E in questo percorso di de-cluttering, non stiamo cercando di portare messaggi positivi che nascondano dietro un velo tutti i colori delle nostre emozioni e dei nostri pensieri. Stiamo trovando il coraggio di vedere con presenza e radicamento i nostri mondi interiori e di metterli in ordine, lasciando andare qualcosa e facendo arrivare qualcos’altro.

Perchè essere consapevoli è portare quella luce dentro di sè che scioglie antiche idee e conoscenze, remote sensazioni ed emozioni, e crea l’ancora per differenti vissuti in nuovi territori emozionali e mentali, psicofisici oppure consolida esperienze interiori che ora trovano casa in noi come frequenze del nostro vivere quotidiano.

Cosi la paura, busserà alla porta, e noi siamo qui ad aspettarla talvolta. E quando bussa avremo la forza di andare ad aprire quella porta e a decidere se far entrare la sua scia o scioglierla con il calore della nostra luce.

Cosi ci organizziamo in anticipo ed ecologicamente riponiamo all’uscio in ordine le seguenti figure:

– ansia da sconosciuto: paura di ciò che non conosco, e timore che possa accadere qualcosa, che quel filo di vento che mi scompiglia i capelli sia la fine del mondo. Rimango radicato, resto in me stesso e aspetto che passerà, confidando nel cielo dentro e fuori di me;

– preoccupazioni varie ed eventuali per gli altri soprattutto… è come ficcare il naso in casa degli altri e aggiustare le cose in anticipo per loro, un servizio di agente di massima sicurezza h24 che toglie un po l’aria ai nostri vicini di casa che sono le persone che amiamo di più, quelle che abbiamo scelto di amare in questa vita;

– paura di ciò che conosciamo: tiriamo fuori i simboli di tale sconfitta e guardiamoli chiari in faccia. Ce li abbiamo dentro, o scegliamo di tirarli fuori dall’armadio o occupano spazi preziosi utili per cose molto più interessanti e allettanti che ci danno gioia: ragni, buio, pirati, draghi… chi non ha un drago nell’armadio?

– paura di essere troppo, di arrivare oltre. Siamo talvolta al limite, al bordo, sul ciglio del precipizio. E’ una questione di equilibrio. Di ascolto. Di far forza nel nostro baricentro, li dove i reni governano, stringere i glutei, issare gli addominali, respirare e sentire la terra cosparsa di cielo.

Medita dolcemente sui reni. Porta le tue mani e il tuo pensiero nella parte lombare della schiena, riscaldali della tua presenza. Stai in silenzio, ascolta. In quel luogo la storia degli avi, degli oceani, della vita tutta respira con te. Sono il tuo portale d’accesso alla vita.

Fatti coraggio e varca la soglia…

– Tatiana Vecchiato | Arti e Natura


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