Food for Soul

La Potenza Spirituale del Dono e l’Arte del Ricevere

di Rosalba De Amicis

Quante volte ti sei sentito in dovere di ricambiare la gentilezza di un dono? Magari questo pensiero è stato tanto predominante da non permetterti di godere appieno del regalo ricevuto.

Donare, elargire, offrire regalare, tutti termini che hanno in comune un significato: dare ad altri liberamente e senza compenso, cosa utile o gradita.

Eppure pare che, quando riceviamo in dono un regalo, con esso sia sottinteso l’obbligo di dover contraccambiare con qualcosa di pari valore, se non superiore. Forse questa sensazione non è poi così assurda.

L’atto del donare presuppone che ci sia qualcuno disposto ad accogliere, gradire, accettare, ricevere, la nostra voglia di essere gentili.

Un ricco mercante fece dono ad un maestro di un’ingente quantità di monete d’oro per la costruzione di un nuovo monastero.
Il maestro accettò senza dimostrare né entusiasmo né gratitudine.
Seccato, il mercante gli disse: “Potresti almeno ringraziarmi”.
“E perché dovrei?” gli rispose il maestro. “È chi dona che dovrebbe essere grato.”
Storia Zen

Se ci pensi, chi dona – a meno che non abbia secondi fini come il mercante della storia zen – ha come ricompensa grande e impagabile quella che scaturisce dal suo stesso gesto gentile.

Ti è mai capitato di preparare una sorpresa, un dono per qualcuno e di provare un profondo senso di gioia, di completezza nel dedicare il tuo tempo a quell’attività?

Non ci rimarresti male, se la persona si lasciasse sfuggire tutta l’emozione che in qualche modo hai preparato per lei, solo pensando a quanto si sente in debito nei tuoi riguardi?

Che cos’è un regalo se non la preparazione di un istante di intensa emozione, chiamato presente, che va vissuto da almeno due persone: un donatore e un ricevente.

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Accenno ad uno studio che mi ha sempre affascinato e che mi sembra appropriato in questo caso.

L’antropologo polacco Bronislaw Malinowski condusse tra il 1915 e il 1918 una serie di ricerche socio-culturali tra gli abitanti delle isole Trobriand, un arcipelago a nord-est della Nuova Guinea.

Da oltre 2000 mila anni esiste in questo arcipelago un rituale basato sullo scambio di monili fatti di conchiglie. Da isola a isola, lungo una circonferenza di parecchie centinaia di chilometri, si osserva una continua circolazione di collane di conchiglie rosse in senso orario e di braccialetti di conchiglie bianche in senso antiorario, in modo tale che le une possano essere scambiate solo ed esclusivamente con le altre. Coloro che possiedono questi monili possono organizzare una spedizione di canoe a un’isola vicina, per portarli in dono agli ospiti, i quali con cerimonie particolari ne doneranno in cambio del tipo diverso. Per un certo periodo, il braccialetto o la collana rimarrà presso il nuovo possessore, che potrà ammirarla e esibirla, fino a quando con una nuova spedizione rituale la trasferirà su un’isola successiva dell’anello, e così via. Un giorno lontano, compiuto un intero giro, il monile comparirà di nuovo nell’isola da dove era partito.

Questa forma di scambio è detta “kula”.

kula

Un altro famoso antropologo, Marcel Mauss, autore del celebre “Saggio sul dono”, riconobbe, come alla base di questo scambio, ci fosse una forza magica, altrimenti detta “mana” (termine che può essere tradotto come “forza sovrannaturale”, “potere spirituale” “forza vitale”).

Mauss interpretò il “mana”, nel caso degli scambi nelle isole Trobriand, come una forza che conserva un carattere benefico solo nel caso in cui viene trasferita, direttamente o indirettamente, grazie a passaggi intermedi, al primo donatore. Interrompere questa operazione significa in qualche modo bloccare il carattere benefico del “mana” e convertirlo in forza distruttiva nei confronti dell’inadempiente.

In questo caso il dono assicura il fluire di un’energia buona all’interno di un organismo, nel quale il funzionamento di ogni singolo organo è garantito dal fluire di questa energia che è garantito dai singoli organi. Se uno o più organi del suddetto organismo funzionasse male da non permettere a tale energia di fluire nel modo corretto, tutto l’organismo ne risentirebbe in qualche modo.

Il movimento circolare di questo “kula”,mi richiama alla mente altre immagini, associazioni che desidero qui condividere.

Non sono mai stata una cima in fisica e matematica, ma avevo i miei argomenti del cuore, quelli che, al di là della freddezza manualistica, mi parlavano di altro.

E’ il caso del Moto circolare uniforme e del Moto armonico.

“Il moto circolare uniforme descrive un punto materiale che percorre una traiettoria circolare mantenendo costante il modulo del vettore velocità istantanea. Si chiama moto armonico il movimento che si ottiene proiettando su un diametro le posizioni di un punto materiale che si muove di moto circolare uniforme”.

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Il punto P, muovendosi sulla circonferenza, percorre per forza di cose una traiettoria circolare. Ma c’è una parte di quel punto – nella fattispecie la sua proiezione ortogonale sul raggio, che procede di moto armonico: per la prima metà della circonferenza, il punto Q avanza in una direzione; durante la seconda metà, nella direzione opposta.

Il movimento del punto P, lo associo al “kula”, lo scambio di oggetti, il dono. Mi piace pensare alla sua proiezione Q come alla magia che scaturisce da questo rituale: un’onda di energia che avanza per tornare inevitabilmente indietro, che si genera solo dopo aver azionato consapevolmente un meccanismo, il “kula”.

Donare significa, innanzi tutto, imparare ad accogliere. Godere nel proprio presente di ciò che si è ricevuto. Apprezzarlo e dare il giusto valore al dono inteso come oggetto, ma tenendo ben presente che insieme a quella “cosa” si sta ricevendo una potente energia di amore, che è l’essenza del dono stesso. Comprendere questa essenza vuol dire lasciarsi nutrire da essa, per poi rimetterla in circolo, con l’aggiunta consapevole del proprio valore individuale, certi del fatto che l’energia del dono messa in circolo, tornerà indietro al momento opportuno.

Fonte


eBook - Dare è Ricevere, Ricevere è Dare
Il significato profondo della Gratitudine e del Donare secondo i più grandi maestri della crescita personale
Star Thistle - Fiori californiani
Paura della mancanza, incapacità di dare

 

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