Alchimia, Spazi Sacri

Io non lo so – A spasso nell’Ignoto

di M.M. Judas

E’ necessario cominciare a dividere per mille.

Il nero e il bianco non sono lontanamente sufficienti, perché tra l’uno e l’altro c’è un mondo infinito di colori.
Non è possibile vedere solo la luce e il buio oppure limitarsi a dividere tutto in giusto e sbagliato. Un mondo di sfumature passa sotto silenzio, completamente ignorato, eppure è proprio in quelle gradazioni che esistono tutte le possibilità. Il resto sono solo e no, che ricadono e risuonano sempre pesanti come piombo.

E’ così leggero il non lo so, così carico di promesse per viaggiatori alla ricerca di luoghi inesplorati. Un non lo so, come un solvente, deforma i contorni di tutte le certezze, rendendoli indefiniti.

Giusto e sbagliato cominciano a invertirsi prima e a mescolarsi poi. La divisione per mille è cominciata, ma la confusione che ne sgorga non è affatto portatrice di rovina.

A meno che tu non lo voglia.
Già, perchè anche la nostra rovina è inclusa nel pacchetto della libertà, che sta sempre sotto la volontà come il gilet sta sotto la giacca.

Diversi accessori compongono l’armatura del viaggiatore, e vanno indossati nel giusto ordine. La solitudine, la libertà, la volontà, la partecipazione, la presenza, l’abbandono, la resistenza e la resa.

Sono come stivali, cappotti, ombrelli, cinture e orologi. Oh… gli orologi sono sempre affascinanti, simbolo dei nostri giorni di quell’imprevedibile Dio che è il Tempo. Per questo molte persone hanno la tendenza a personalizzarli, magari con dedica o con il proprio nome. Il proprio nome… un altro mondo ancora che si apre alla scoperta delle cose che non ci servivano.

Il non lo so è la tavolozza dei mille colori tra il bianco e il nero, e si dovranno mischiare per far emergere tutte le sfumature possibili.
Tra il sì e il no, il non lo so offre un mare di possibilità in cui cercare soluzione.

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©Julia Gabrielov

Nel non lo so abitano tutte le possibilità, di cui il sì e il no sono i sigilli iniziali e finali, in luoghi dove inizio e fine si rincorrono senza mai raggiungersi mai.

Questo scritto è come uno specchio, qui è tutto sottosopra. E’ l’unico modo per andare dove ti voglio portare, se vorrai seguirmi di nuovo. Ma unna cosa la so. Un nostro frammento, nel profondo di noi, sa perfettamente perché è tutto ribaltato.

Perchè per poter veramente conoscere qualcosa, devi dissolverti nel suo contrario.
E la Creazione creò il Creatore.

[tratto dal libro ‘La Via della Trasmutazione Alchemica‘]


La Via della Trasmutazione Alchemica
OBLIVIUM / RUBENS / LUX – Manuale di discesa nell’ombra

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