Miti e Leggende

Kaguyahime – La leggenda della Dama Immortale del Monte Fuji

Il Monte Fuji, la sacra montagna giapponese dimora dei Kami (antichi dei), è affidata alla dea Konohana Sakuya Hime, “Principessa luminosa come l’albero fiorito”, ovvero la principessa che fa fiorire i ciliegi, Dea dei fiorie associata al fuoco.

Il sacro Fuji è un vulcano ma inattivo, così che i suoi sporadici e scenografici fumi nulla hanno a che fare con gli Spiriti del Fuoco, piuttosto con gli Spiriti di Acqua, Kami lunari che un tempo varcarono il portale terrestre..

Un’antica leggenda racconta che una coppia che non poteva avere figli pregava tutti i giorni per poterne avere.

Un giorno l’uomo vide una luce splendente irradiarsi da una delle canne. Incuriosito, guardò al suo interno e vi trovò una minuscola bambina, non più grande di tre centimetri! La portò a casa dalla moglie e insieme decisero di adottarla e crescerla con loro, con tutte le premure e l’amore di cui erano capaci.

La bambina aveva due particolarità, tra tutte: il suo corpo emanava una flebile luce ed era nata dal bambù. Decisero così di chiamarla Nayotake no Kaguyahime: la Principessa Splendente del Flessuoso Bambù.

Il giorno seguente l’uomo si recò al lavoro, ma con suo enorme stupore ogni canna che tagliava era piena d’oro. Lo straordinario fenomeno continuò a manifestarsi giorno dopo giorno e in breve tempo la famiglia si arricchì enormemente.

La bambina, nel frattempo, cresceva ad una velocità incredibile e nel giro di tre mesi era diventata una giovane di straordinaria bellezza. Nonostante i tentativi della famiglia di tenere Kaguyahime nascosta tra le mura domestiche, al sicuro dai pericoli del mondo, la sua bellezza divenne leggenda e centinaia di uomini la chiesero in sposa. Lei, però li rifiutò tutti.

Quando, presso la casa dell’uomo taglia bambù, padre adottivo della ragazza, si presentarono cinque esponenti delle più nobili famiglie del paese, l’uomo, ormai anziano, spinto dalla paura della sua imminente morte, chiese alla figlia di scegliere un pretendente, così da non rimanere sola.

Kaguyahime però, non voleva sposarsi, così affidò a ognuno dei nobiluomini una missione impossibile da compiere: qualora uno dei pretendenti avesse terminato la missione, lei avrebbe accettato il matrimonio. Tutti e cinque fallirono e la splendida ragazza, attribuendo la colpa al loro fallimento, rifiutò di sposarsi.

La bellezza di Kaguyahime divenne così rinomata da raggiungere persino il palazzo imperiale e l’imperatore stesso accorse presso la sua abitazione ordinandole di diventare sua sposa. La principessa splendente però gentilmente declinò persino la sua proposta. La famiglia fu colta da sconforto e non riuscì a comprendere per quale ragione la figlia detestasse tanto l’idea del matrimonio.

Con l’arrivo dell’estate, Kaguyahime diventò immensamente malinconica e ogni sera fissava la luna sospirando, finché, alla morte degli anziani genitori, raccontò loro di essere la Dama immortale del Monte Fuji e che era ormai giunto per lei il tempo di ritornare sulla Luna, dalla quale proveniva, e che gli abitanti splendenti della Capitale Lunare sarebbero presto andati a prenderla, poiché il suo tempo sulla terra si era ormai concluso.

Nell’udire ciò, la famiglia, allarmata, avvisò l’imperatore che con migliaia dei migliori soldati dell’impero assediò la casa dell’uomo taglia bambù per impedire che Kaguyahime venisse portata via.

Ogni sforzo fu, però completamente inutile.

Prima di partire la ragazza donò all’imperatore il sacro specchio, nel quale avrebbe potuto vederla. Improvvisamente, il buio della notte fu squarciato da una luce che accecò tutti coloro che erano accorsi per proteggere la principessa, ed esseri splendenti discesero dal cielo, vestirono Kaguyahime di piume e con lei scomparvero nel cielo notturno.

L’imperatore, distrutto dal dolore, cercò di inseguire la ragazza, ma inciampò e il sacro specchio si ruppe andando in fiamme.

Gli anni passarono e così anche i secoli, ma il fumo non smise mai di innalzarsi dal monte Fuji verso il cielo, ricordando a tutti la storia del popolo lunare ancora oggi.

Fonti: artonauti | Wikipedia | Stay Nerd



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