Favole di potere

Se incontri il Buddha, uccidilo!…

“Se incontri il Buddha per la strada, uccidilo”.

Quante volte sei caduto nel tranello di sentire il bisogno di una guida, di un maestro?
Spesso ci si attacca ad una verità, si aderisce ad un credo, ad una religione, ad un maestro, un guru, ma la realtà è che il miglior maestro di te stesso sei tu.
Tutti gli altri possono essere nostri maestri nella misura in cui noi gli attribuiamo questo ruolo. D’altronde è sempre l’allievo che riconosce il maestro.

L’illusione sta nel fatto di credere che sia importante la persona piuttosto che il messaggio, si scambia il contenuto per il contenitore. Infatti il messaggio è sempre comune nei vari insegnamenti, cambia solo il modo di comunicarlo.
Spesso però ci si attacca anche all’insegnamento, pensando che sia la verità assoluta e giudicando gli altri che percorrono altre strade. Sono i tranelli che capitano nella strada alla ricerca della Verità.

Per cui questo koan, racconto Zen, ci fa meditare sull’importanza di cercare dentro di noi, senza attaccarci ai vari “maestri” che incontriamo per la nostra strada. Nel mio percorso, anche io ho incontrato molti maestri – da Gesù a Buddha – passando per gli insegnamenti di tante culture spirituali, ma senza mai identificarmi con una religione o un maestro in particolare.

Annie Besant (1847-1933), madre spirituale del grande filosofo Jiddu Krishnamurti,  parlando della ricerca della verità diceva:

“Tutti gli studenti dovrebbero comprendere qualcosa riguardo le ricerche nel super-fisico, così da poter evitare la cieca credulità che accetta tutto, da una parte, e l’egualmente cieca incredulità che rifiuta tutto, dall’altra…

Il nostro unico grande pericolo, come constatava H. P. B. (Madame Blavatsky), è quello di farci prendere dalla routine delle cose e fossilizzarci così in quelle forme di fede che molti professano oggi. La Società è destinata, e lo è sempre stata, ad essere un organismo vivo, e non un fossile, e un organismo vivo cresce e si sviluppa, adattandosi alle nuove condizioni.

Niente può essere tanto fatale a una Società come la nostra quanto etichettare come vere certe particolari forme di credo, e guardare di traverso chiunque abbia qualcosa da obiettare… Se la Società deve durare nel tempo, come credo che avverrà, deve essere pronta a riconoscere ora, piuttosto francamente e liberamente, che la nostra conoscenza è frammentaria, parziale e che è soggetta a grandi modificazioni mano a mano che impariamo e comprendiamo meglio….
Non abbiamo a che fare con delle teorie, o con delle fantasie o con un miscuglio delle due, ma con il prendere nota delle osservazioni…

Proclamare una persona come autorità infallibile su un argomento sconosciuto a colui che fa tale dichiarazione è mostrare fanatismo, piuttosto che ragionevolezza. Chiederei ai miei amici di non fare così con me…
E’ interessante notare che le questioni su cui sorgono considerevoli differenze di opinione non sono quelle che nascono dalla vita e dal comportamento, ma quelle che, comunque interessanti come conoscenza, son al di fuori di ciò che è necessario per governare la vita umana…

Sono poche le persone che si soffermano ad analizzare la complessità di quello che sembra loro essere il semplice atto di vedere. Nella maggior parte di questi “atti” c’è poca vera visione e molta memoria. Quello che chiamiamo “vedere” è un insieme, un condensato della traslazione dell’impressione appena tracciata sulla retina e della memoria di quell’insieme di impressioni del passato fatte dallo stesso o da similari oggetti…

Generazioni lontano nel futuro, noi stessi, in nuovi corpi, estenderemo ancora i limiti del conosciuto; non vorremo avere allora le membra incatenate dai richiami alle nostre presenti ricerche, usate come ostacoli per sbarrarci il progresso”.

L’invito è quello di distruggere le proprie verità assolute e sperimentare in prima persona. Allora cammina con le tue gambe e se per strada incontri il Buddha, uccidilo!
Pensa con la tua testa, ascolta il tuo cuore e prosegui sereno nel tuo cammino. Alla fine scoprirai che tutto è tuo maestro.

Fonti:
riflessioni.it
visioneolistica.it
live lokai @livelokai
“E un maestro disse: parlaci dell’insegnamento.
E lui disse: Nessuno può rivelarvi nulla, se non ciò che già sonnecchia
nell’albeggiare della vostra conoscenza.
Il maestro che cammina all’ombra del tempio tra i discepoli non
elargisce la sua sapienza, ma piuttosto la sua fede e il suo amore.
E se davvero è saggio, non vi invita ad entrare nella dimora del suo
sapere, ma vi guida alla soglia della vostra mente…”.
(da “Il profeta”, K. Gibran)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...