Dea Madre, Equinozi, La Ruota dell'Anno, Sabbat

Equinozio d’Autunno e Mabon: Il riposo del Figlio nel Grembo della Madre

di Elena Ailinn Paredi

L’Equinozio d’Autunno solitamente cade tra il 21 e il 23 Settembre, quando il sole entra, astrologicamente parlando, in Bilancia e le ore del Giorno e della Notte si equivalgono. Quest’anno 2020 avverrà alle 15.30 del 22.

L’Equinozio d’Autunno, nella Ruota dell’Anno celtica, è la prima delle Festività del semestre oscuro.
Nel tempo dei Misteri Eleusini l’equinozio d’autunno era il momento della discesa di Persefone nell‘Ade e del dolore di Demetra.
La separazione tra innamorati (o quella tra madre e figlia) è uno dei temi dominanti di questo sabbat.
Dopo aver sacrificato la propria essenza vitale alla Madre Terra, il Dio si trova ora alle soglie degli Inferi diventando il simbolo del passaggio dalla vita alla morte.
Sacrificandosi in lei, egli impregna il suo grembo della propria essenza e si trattiene dentro di lei come promessa, poiché egli è la vita.

Nell’antica tradizione, durante questo periodo di “incubazione” il Dio viene chiamato Mabon figlio della Madre – dall’autunno sino alla Dodicesima Notte, ovvero il 6 di Gennaio.

Mabon (Grande Figlio) è un Dio gallese. Era un grande cacciatore con un agile cavallo e uno splendido cane da caccia. Probabilmente è la mitologizzazione di un grande condottiero del tempo. Mabon fu rapito dalla madre, Modron (Grande Madre), quando aveva solo tre giorni, ma fu salvato da Re Artù (altre leggende raccontano che fu salvato da un gufo, un’aquila ed un salmone). Durante questo tempo, Mabon vive, prigioniero felice, nel mondo magico di Modron — il suo grembo.

Dor Sasson Photography

Grazie a ciò egli potrà rinascere.
La luce di Mabon sarà portata nel mondo, raccogliendo la forza e la saggezza, in maniera tale da trasformarsi in un nuovo seme.

Questa notte il Dio selvaggio torna al grembo della Madre.
La Dea Madre diventa oggi l’Anziana Signora…
Io guardo all’oscurità per rinnovamento e rinascita…
La Dea Madre entra nel suo aspetto più potente.
Lei è l’Anziana, la saggia, ed io domando la sua benedizione.

Il rito della Mela di Mabon


In molti circoli druidici veniva chiamato Alban Elued, ”Luce dell’Acqua”, dove l’acqua rappresenta l’oceano cosmico in cui si immerge il sole nella parte calante dell’anno, la misteriosa profondità marina che diviene sempre più scura con l’accorciarsi dei giorni.

Il periodo dell‘equinozio d’autunno veniva chiamato anche Michaelmas o Michael Supremo, il giorno dedicato all’arcangelo di fuoco e di luce alter-ego di Lucifero.

Mabon segna il completamento del raccolto con il momento della vendemmia dell’uva. Il vino che si trasforma per lunghi periodi nel buio delle botti di rovere, rappresenta lo spirito degli iniziati nei riti misterici, il passaggio, la trasformazione, il cambiamento.
Il processo della fermentazione delle uve avveniva con procedure che un tempo venivano accompagnate da rituali ben specifici ed era visto come simbolo della trasformazione spirituale che ha luogo durante le iniziazioni e i riti misterici, nel buio dei santuari sotterranei.

All’Equinozio di Primavera, la luce e il buio si bilanciavano fra pari e ora nuovamente si verifica la stessa situazione. Però a Mabon le condizioni – il contesto materiale e spirituale – sono profondamente diversi, le energie invertite. Il dio Sole inizia a declinare per fare posto alle divinità femminili, lunari.

Il buio sta per prendere il sopravvento sulla luce. L’equilibrio è rivolto all’interno.
È il momento giusto per ringraziare gli Dei per la manifestazione, l’abbondanza del raccolto che ancora stiamo ricevendo e che ci stiamo organizzando per immagazzinare.
Si ringrazia per il sostentamento, mentre ci si prepara ad addentrarsi nel Tempo dello Spirito, perché non c’è attività spirituale che non sia sostenuta dalla prosperità materiale.

E nel Dio che viene invocato, già c’è la promessa del sostentamento del prossimo anno. Belenos (il Sole) sta invecchiando: il suo declino è evidente. Ma già la sua energia riposa dentro i semi che abbiamo messo da parte per le future semine e le colture del prossimo raccolto. Non c’è nel Sole alcun rimpianto: c’è soddisfazione, opera compiuta e promessa di continuità!

David Dubnitskiy Photography

Analogamente la Dea/Terra è matura: dalle forme primaverili della fanciullezza era passata a quelle estive della fertilità ed ora sta per trasformarsi in quelle della saggezza e dell’introversione autunnale che dopo Mabon prenderà inizio. È una Dea in fase di trasformazione, che solo a Samahin, col completarsi del ciclo della Ruota dell’Anno, raggiungerà la piena consapevolezza di sé, diventando “crona”, la triplice complessa anziana che in sé contiene le forme precedenti. A Mabon inizia l’espansione della sua saggezza finale.

Nella festa di Mabon c’è un carattere di socievolezza e allegria, un inno alla vita che continua, un prepararsi alla durezza dell’inverno con un sorriso ed un animo fiducioso.

Jonathan Borba Photography

Le divinità ci hanno accompagnato finora, favorendo il nostro impegno per il sostentamento per il tempo buio dell’anno. Ora tutta la comunità celebra e ringrazia l’Abbondanza degli Dei… e placa l’ansia dei momenti difficili che potranno venire, con il conforto di avere i frutti del proprio lavoro come risorsa per superarli.

Mabon è il momento di sospensione prima della discesa nel mondo interiore, ma non è ancora la discesa vera e propria. È tempo di preparazione, pausa, riorganizzazione. Ma è anche tempo di celebrare i doni di Dioniso sotto la Luna della Vendemmia lasciandosi andare per un poco a festeggiamenti corali, liberando il consueto controllo, sciogliendo i freni.

Non è una festa facile da comprendere… contiene gratitudine e malinconia, trasformazione e declino, abbandono e riorganizzazione, celebrazione e addii, introversione e socialità. I sentimenti sono in equilibrio contrapposto e tutto è segnale della prossima trasformazione. Come ogni momento di passaggio ci vengono posti infiniti interrogativi che trovano risposta solo nel quadro più definito dell’intero ciclo della Ruota.

Mabon va vista in effetti come una festa iniziatica, rivolta alla ricerca di un nuovo livello di consapevolezza.
E’ tempo di volgersi all’interiorità: nella parte declinante della Ruota dell’Anno si viaggia dentro noi stessi.

Mabon è il ‘tempo del seme’ e del ‘secondo raccolto’

Mabon interroga nel profondo: ‘Qual’è il tuo raccolto personale? Quanto hai seminato a suo tempo? Hai seminato bene? Hai seminato ciò che volevi, ciò che ora raccogli? Cosa di buono desideri tenere?… Cosa desideri trasformare in te?’

Mabon è il tempo del ringraziamento. Celebra ancora una festa e ringrazia… onorare le divinità anziane e lo Spirito.

Ringrazia le divinità per i loro doni, auspicando il futuro ritorno dell’abbondanza per gli anni successivi, ricordandoti di lasciare una parte del banchetto per la Terra e le sue creature: tutto ciò che di commestibile hai messo sulla tavola di Mabon per adornarla e ciò che è avanzato dal banchetto, portalo all’aperto ed offrilo ad animali ed uccelli in segno ulteriore di ringraziamento verso la Grande Madre Terra che ci ha elargito i suoi doni.

Poi torna a volgere il tuo sguardo all’interno col sorriso e la certezza che un Sole estivo tornerà… sempre.

Felice Equinozio!

di Elena Ailinn Paredi
modificato da Figlie della Madre )O(


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Assunta Corbo

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