I Racconti degli Dei

La Luna al maschile

La Luna è nella maggior parte dei casi culturalmente associata ad una divinità femminile. Ci sono però molte mitologie che ci parlano di divinità lunari maschili.

Nella mitologia pre-islamica ad esempio, che era ben lungi dall’essere monoteista dato che inglobava più di 300 divinità, troviamo come la Luna fosse associata ad una divinità maschile, mentre il Sole ad una divinità femminile. L’antico dio lunare israelita era Sin, chiamato dagli arabi con il nome di Qamar e la sua consorte, il sole era nota come Shams.

Sin era anche una divinità mesopotamica, in particolare del pantheon babilonese. Gli erano sacri i tori (un simbolismo dovuto alle corna, come Iside) e veniva rappresentato come una luna crescente. Il mito ci parla di come venne concepito in seguito ad una violenza sessuale da parte di Enlil nei confronti di Ninlil. Era il padre di Inanna e Utu, avuti da Ningal. Era noto anche come Nanna in lingua sumera (Sin era il nome usato dagli Accadi) ed era venerato tantissimo nella città di Ur. Secondo il mito giuntoci, fece deviare il fiume che passava per la sua città affinché potesse fare visita a Enlil a bordo di una sfarzosa imbarcazione.

Era sacro a Sin anche il treppiedi, a rappresentare il triplice aspetto lunare. Lo veneravano molto le popolazioni nomadi che usavano la luna per protezione.

Secondo un’indagine pare che il termine “ninna nanna” o anche solo il termine “nanna” con cui ci si riferisce ad una melodia armoniosa che si usa per cullare i bambini e farli addormentare o proprio il sonno dei bambini derivi proprio dal nome “Nanna” della divinità babilonese. Nel mito originale Inannà sarebbe figlia di se stessa, e solo nel mito accado babilonese “troverebbe” un padre, ossia “Nanna”. Ecco che qui, il dondolio della Luna che oscilla nel cielo lega un genitore ad una figlia e quindi al dolce rollio che porta il sonno. E questa cosa ancora ci lega ad un sinonimo del paganesimo antico, pre-monoteista.

Per quanto poi, secondo il mito, Sin si rifiutò di aiutare la figlia nella sua discesa negli inferi del mondo sotterraneo. Da notare è che il nome del monte Sinai, dove nel libro dell’Esodo Mosè ricevette le tavole delle leggi da YHWH sotto forma di roveto ardente, è chiamato così in onore di Sin, infatti “Sinai” significa “Appartenete a Sin”.

Sin avrebbe anche un aspetto acquatico, legando così ancora la Luna all‘acqua, alle maree ed era anche giudice dei morti, e associando ancora la Luna all’oltretomba, al lato ctonio delle divinità, all’oscurità e alla trasformazione: il viaggio iniziatico verso il regno dell’aldilà (del tutto simile a quello che ha svolto Inannà o Persefone). Nel suo aspetto lunare di plenilunio prendeva il nome di Nanna e nell’aspetto di novilunio era noto come Asimbabbar.

Il termine “Luna” ci suona come femminile nella lingua italiana, ma ad esempio in tedesco il suono ha un aspetto maschile; infatti ci si riferisce conDer Mond per la Luna e “Die Sonne” per il Sole in cui “Der” è l’articolo determinativo maschile e “Die” femminile.

Questa assonanza non sfugge nemmeno nella mitologia giapponese, dove abbiamo Amaterasu, la dea solare e Tsukuyomi il dio lunare.

Secondo il mito shintoista Izanagi-no-Mikoto era il dio che aveva creato la terra, nota come Onogoro-shima. Mentre si mondava dei peccati dopo essere sfuggito dal mondo sotterraneo alle grinfie della moglie Izanami-no-Mikoto, lavandosi l’occhio destro fece venire al mondo per partenogenesi Tsukuyomi.
Secondo il mito, Amaterasu, sorella di Tsukuyomi, lo mandò in sua rappresentanza ad un un banchetto dove Uke Mochi, la dea del cibo, si occupava delle vivande. Per creare il cibo la dea prese un pesce oceanico e dopo avervi sputato sopra, si voltò verso la foresta e fece uscire della selvaggina dall’ano, tossendo infine sulla risaia per creare così una palla di riso. Nonostante l’aspetto del piatto di cibo fosse squisito, il modo in cui fu creato sotto i suoi occhi parve disgustoso a Tsukuyomi, il quale si adirò ed uccise Uke Mochi. Questa cosa offese a tal punto Amaterasu che decise di evitarlo per sempre, richiudendosi in una grotta. E questo spiega ancora adesso il fatto che il giorno e la notte non si incrociano mai.

In Egitto Iside in quanto dea lunare trova spazio solamente in un secondo tempo. In un culto che dura millenni è consono che l’adorazione e la genesi delle divinità possa cambiare. La Luna in quanto tale era associata ad una divinità particolare: Iah. A lei erano associate le regine, mogli dei faraoni. Ma Iah, con in capo le corna e il disco noto anche per essere simbolo di Iside, era in genere associata a Thot, il dio dalla testa di ibis, patrono della saggezza, della scrittura, della matematica. Il dio scriba della conoscenza.

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Thot era rappresentato anche sotto forma di babbuino o di toro. In seguito alla battaglia tra Horus e Seth intervenne anche come medico, restituendo ai due i reciproci occhio e testicolo perduti durante lo scontro. La battaglia, a quanto ci narrano“I Testi delle Piramidi”, ebbe luogo nei pressi di Hermopolis, che da sempre fu un centro culturale e religioso di questa divinità, la quale, sempre secondo i testi, fece anche da “pacere”. In quanto scriba aiutava Osiride nel Duat e nel giudizio dei morti, trascrivendo le loro gesta.

Come divinità di tipo lunare, Thot era il “sole morto”. Dato che lo stesso calendario egizio era su base sinodica o lunare, Thot divenne anche il patrono del calendario e degli eventi civili e religiosi. Suo era anche il campo della medicina e della conoscenza, quindi alchimia e magia.

Uno dei miti che lo rende più famoso è quello del “Libro di Thot”. In quanto signore della saggezza e inventore della scrittura in geroglifici, il mito narra che scrisse un libro in cui riversò la sua conoscenza più profonda, ma che questo libro, ritenuto troppo pericoloso, venne chiuso in una stanza segreta (alcuni sostengono in una colonna) del tempio a lui dedicato a El-Ashmunein, l’antica Khemnnu (dal copto Shmun che significa “La Città degli Otto Dei”). Ma in ogni tempio di Thot era presente una biblioteca che conteneva i testi più antichi e sacri, la maggior parte dei quali andati perduti, che possedevano capacità magiche di divinazione, bando ma anche geografia, astrologia e alchimia.

In alcuni papiri e steli ritrovate si capisce come in molti avessero usato “Il Libro di Thot” per fare del male, in quanto conteneva al suo interno nozioni di incredibile potere e che fu il dio stesso a distruggerlo perché lo ritenne inadatto alle mani umane. Secondo alcune fonti invece, l’imperatore romano Settimio Severo intorno al 200 dc lo seppellì insieme al corpo di Alessandro Magno.

Si attribuisce a Thot anche l’invenzione dei tarocchi, che altro non erano se non le settantotto tavole di Thot nelle quali il segreto e l’arcana conoscenza esoterica del Libro del dio era stato rinchiuso in simboli ermetici.

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Inoltre il legame di Thot con il serpente lo lega anche a Iside, cui era sacro il cobra (sul suo copricapo di corna bovine c’erano dodici cobra eretti) perché era il serpente che aveva creato per morsicare Ra. Si narra in un papiro ritrovato a Deir el Medina di come il figlio di Ramses II, Semte, fosse interessato ad entrare in possesso del famoso Libro di Thot e che per farlo violò una tomba situata nella città di Menfi attirando su di sé una terribile maledizione che lo fece perseguitare nel corso delle generazioni da spiriti maligni che in ultimo uccisero lui e i suoi discendenti, lasciando in vita solo Merenptah, il quale divenne faraone. Pare che entrando nella tomba la trovo disseminata di serpenti velenosi.

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Il serpente, vediamo qui, è simbolo lunare, in quanto il suo “cambiare pelle” lo identifica con la natura mutevole della Luna e lo associa a Thot anche per via del fatto che l’Ibis, per sua natura è un uccello che si nutre di questi rettili. Troviamo come il serpente sia simbolo lunare anche per via della sua peculiarità ad avvolgersi in spire che ha poi riportato al simbolismo dell’Ouroboros, il serpente che si mangia la coda.

Il serpente è simbolo maschile, associato al fuoco e allo strumento della bacchetta, alla verga e al bastone di Esculapio e di Hermes, ma associato alla luna (femminile) diventa simbolo di fertilità (fallico).

Thot e Iside non sono le sole divinità ad avere in comune i serpenti. Anche Ecate viene rappresentata con una serpe tra le mani, se non anche la divinità minoica Potnia Theron, come aspetto di Artemide stessa. Secondo Plinio addirittura un serpente ha tante spire quanti sono i giorni che compongono il mese sinodico.

Un ulteriore aspetto della luna al maschile è quello della divinità azteca Tecciztecatl, noto come “il Dio della Vecchia Luna”. Non era il solo a dire il vero, in quanto esisteva anche il culto di Metzli, la dea lunare dei contadini e della notte, che temeva il Sole (Tonatìu) e il suo fuoco e vi rifuggiva. Anche Tecciztecatl temeva il Sole e infatti fu per questo che divenne dio lunare.

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Era figlio di Tlaloc, il dio della pioggia e, la dea patrona dei corsi d’acqua, delle sorgenti e dei parti. Vediamo come qui ancora abbiamo una connessione tra l’acqua, i parti e la Luna, in quanto si trova la divinità ad essa associata come “figlio” delle acque stesse. Tecciztecatl prendeva forma di coniglio o di lepre, altri due animali associate alla luna per via del colore bianco e per la loro peculiarità a nascondersi, come si riteneva facesse la Luna nelle sue diverse fasi.

In Cina questa associazione derivava dalle “macchie lunari” visibili dalla Terra, che venivano ricondotte alle impronte che la lepre lasciava nella neve o nel fango.

Tecciztecatl veniva rappresentato inoltre con una conchiglia sulla schiena o con una chiocciola; un altro animale lunare, come abbiamo visto, associato all’astro notturno per via della sua peculiarità nel ritirarsi nel guscio e per la forma spiraliforme che assume il suo guscio. Tecciztecatl era rappresentato anche con ali di farfalla a volte in quanto anche la farfalla è un animale associato alla Luna per via della trasformazione da bruco attraverso la crisalide.

La Luna è un simbolo… la Grande Madre ingloba in se tutti i simboli.. la luna è una forma.. la Grande Madre ha tutte le forme.. vai oltre il duale.. non solo donna quindi.. non solo madre.. non solo dea.. da dove credi provenga il dio trino dei patriarcati?.. )O(

Fonte: The Reef

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