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Estia e il Fuoco Interiore – Custodire la Fiamma Sacra

Ogni cultura antica aveva una fiamma sacra ed essa non doveva spegnersi mai. A Roma bruciava al centro del Foro, nel tempio dedicato alla dea Vesta, nella città di Troia illuminava la statua di Pallade Atena e in Grecia svettava al centro di ogni città.

Suona sciocco tutto ciò alle tue orecchie, certo tu sei abituato ad avere il fuoco quando vuoi e in ogni forma e misura, però ricordati che anticamente la fiamma veniva accesa con il lento sfregamento di due bastoncini. Un po’ tedioso e flemmatico da ripetere ogni volta, soprattutto in un periodo in cui i fuochi erano necessari per la sopravvivenza. Ecco perché la necessità di avere una Fiamma Perenne. Ma dove ha la sua origine e perché chiamarla Sacra?

La nascita della Fiamma Sacra

Il momento preciso della nascita della Fiamma Sacra si è perso nel tempo. La storia che si tramandava da padre in figlio, da madre in figlia era sempre la stessa. Le fiamme che bruciavano perenni erano l’eterno ricordo dell’amore di una giovane dea che aveva deciso di mettersi a protezione del nucleo familiare e del nucleo cittadino.

La dea Estia, di una bellezza sconvolgente, chiese al fratello Zeus di poter essere la custode della famiglia e in eterno la sua essenza divina sarebbe stata accanto agli uomini tramite una fiamma che non si sarebbe spenta mai.
Dove c’era la Fiamma Sacra, c’erano calore e vita, una luce contro le tenebre e il calore di una famiglia

I primi fuochi dedicati a questa dea, della quale nessuno conosceva il volto, erano in bracieri rotondi, così come rotondi erano i templi a lei dedicati. Non vi era città in cui non bruciasse la Fiamma Sacra e non si dava inizio a nessun tipo di progetto se prima la Fiamma non avesse benedetto il lavoro. Se una coppia di sposi andava a vivere nella loro nuova casa, la madre della fanciulla accendeva una torcia dal grande braciere e donava la Fiamma Sacra alla nuova famiglia.

Quando nasceva un bambino, dopo nove giorni si portava al tempio di Estia e tenendolo in braccio si girava intorno al Fuoco Sacro e così si benediva la sua entrata nel nucleo cittadino. La Fiamma Sacra univa tutti in un’unica grande famiglia.

Se un gruppo di persone se ne andava per voler fondare una nuova città, Estia e la Fiamma li seguivano, così da creare un legame eterno col vecchio mondo.

Le custodi della Fiamma Sacra

Custodi della Fiamma erano solo donne. Da secoli e secoli l’essenza della dea Estia non poteva essere toccata da mani maschili.

Quando Roma fu fondata, il primo tempio ad essere costruito fu in onore di Estia, che da quel momento assunse un altro nome e le fu consacrato il primo ordine di sacerdotesse: le Vestali. Ad esse fa dato il compito di accendere il braciere al centro del tempio, col sacro fuoco che Enea aveva portato con se dalla città perduta di Troia.

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Loro rappresentavano la dea sulla terra e come la dea erano votate alla verginità fin quando restavano al suo servizio. Erano considerate al di sopra della legge ed erano le custodi non solo della Fiamma Sacra ma dell’intera città di Roma, se una di esse però veniva meno al suo giuramento o faceva spegnere il fuoco le conseguenze erano orribili.
La Fiamma era troppo importante e perderla era come veder morire la propria madre.

La Fiamma Sacra esiste ancora oggi

Oggi un fuoco è semplicemente un fuoco per noi, i templi sono stati distrutti e il ricordo della Fiamma Sacra si è perso nei secoli.

Si pensa che sia stata spenta per sempre ma non è così. La dea senza volto e la sua fiamma perenne di amore hanno solamente accettato il cambiamento ed ora sfavillano sotto altri nomi e in altri templi. Che siano essi chiamate chiese, o moschee o sinagoghe vi è sempre una Fiamma Sacra che non si spegne mai, per ricordarci che siamo parte di un’unica scintilla divina.

Custodire la Fiamma Sacra

Il fuoco di Estia che arde in tutte noi, è inestinguibile. Va tuttavia custodito, cioè nutrito con la nostra attenzione, osservato con lo sguardo interiore, poiché l’atto di osservare ne amplifica la consapevolezza della sua esistenza e la espande.

La meditazione di Estia

•Immaginate un fuoco.
•Tenete questa immagine davanti a voi per un po’ di tempo.
Visualizzate la fiamma, immaginandone la danza, il divenire
continuo, la luce, la forma sempre mutevole; e sentendone il
calore.
•Ora identificatevi con questa fiamma. Immaginate di essere
fiamma, di ardere.
•Percepite chiaramente la purezza di questo fuoco, la
trasformazione che avviene mentre esso brucia, e sentite che in
questo bruciare avviene in voi una benefica alchimia, che anche
dentro di voi qualcosa brucia, si consuma e si trasforma in
qualcos’altro.
•Immaginate che il calore di questa fiamma sia il vostro
calore, che la sua luce sia la vostra luce.
•Percepite immaginativamente il movimento libero e mutevole
di questa fiamma e sentitelo come vostro.

‘Camminavo sulla terra fredda, nel dolore, alla ricerca di una casa, una famiglia.
Era l’inverno perenne, senza più stagioni, sulla mia pelle e dentro il mio cuore non c’era che il gelo.
Oggi mi basta la più piccola bacca in un bosco, per avere un intero universo davanti ai miei occhi, e pochi petali di un fiore colorato, per essere finalmente nella mia vera casa.
Il mio Fuoco Interiore è un immenso tesoro, immateriale, invisibile, eppure così intenso da scaldare il mio intero creato, così luminoso da scacciare anche la sola idea di tenebre.
Adesso è caldo dentro e fuori di me, adesso tutto è vivo.’
– Mauro Vanzini

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Fonti: vallimonregalesi.it
lifegate.it

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