Alle Origini, Equinozi

Luna Calante – Il Rito delle Pulizie di Primavera

di Daniela Libanori

L’equinozio di Primavera si festeggia il 20/21 Marzo (questo anno il 20). Luce e buio in quel giorno danzano insieme l’Invisibile Danza prima di salutarsi e di darsi il cambio del regno. L’energia Yang riprende forza e permea l’aria, la Madre Terra prende un nuovo respiro vitale, primavera riemerge dopo le vacanze invernali nel grembo di Gaia.

Tutto ritorna in vita, tutto parla di rinnovamento e rinascita.  Rinascita, resurrezione… Non a caso Pasqua ed Equinozio vanno in simbiosi… La Pasqua ebraico/cristiana seppur abbia tentato di prendere le distanze dagli antichi Dei, rimane indissolubilmente legata  ai loro antichi simboli e alla ruota dell’anno che scandisce da sempre i ritmi della Madre (..si festeggia la prima luna piena dopo l’equinozio, dopo Ostara.)

E il posto perfetto per celebrare la festa del rinnovamento è una casa, la nostra casa, ripulita, fresca, così che si possa creare un nuovo flusso di energia vitale.

Casa. Ma cos’è  ‘Casa’?.. ‘La casa è il vostro corpo più grande. Vive nel sole e si addormenta nella quiete della notte; e non è senza sogni.’ diceva il profeta Kahlil Gibran.  Ed è in primavera , durante le energie di rinnovamento dell’equinozio e le energie purificatrici della luna calante il tempo migliore per prendersi cura di questo  ‘corpo più grande’.

Il rito delle pulizie di Primavera

“Pratica di pulire a fondo la casa nel periodo primaverile. L’uso più comune delle pulizie di primavera riguarda l’azione annuale di pulire la casa da cima a fondo che ha luogo nei primi giorni tiepidi dell’anno, di solito in primavera, da cui appunto deriva il nome”.

Quella delle pulizie di primavera, è una consuetudine odierna che arriva da lontano: attinge alla necessità, di chi si ritrova pienamente nei ritmi della natura, di fare spazio al nuovo, ai nuovi inizi e alla vitalità portata dalla  nuova stagione.

Un vero e proprio rito che segna il passaggio stagionale, un rito per lasciarsi alle spalle il vecchio, il non necessario, per alleggerirci dopo il viaggio, tornare a muovere le energie ristagnanti dell’inverno, interagire con le nuove. Una pulizia concreta, pratica, della nostra abitazione ma non solo. Agisce anche ad un altro livello, interiore: come dentro, così fuori, come ricordano le Tavole Smeraldine.

Questa conoscenza antica è stata veicolata anche dalle religioni.

Per i cristiani si tratta delle ‘Pulizie di Pasqua‘. Una volta queste pulizie pasquali erano dette dell’Acqua Santa: la Chiesa invitava le persone a dare una bella e profonda “rinfrescata” a se stessi e alle proprie case, per poter accogliere degnamente la benedizione pasquale portata dal parroco (in periodi in cui la considerazione dell’igiene personale era decisamente più approssimativa di quella dei nostri tempi, queste regole di salubrità personale e sociale consentivano di liberare la casa dai residui di fumo e fuliggine accumulatisi nel periodo invernale e anche di dare una rinfrescata vigorosa ad indumenti e tessuti, cosa che non era proprio all’ordine del giorno, utilizzando l’acqua delle fonti, specie nella stagione fredda). Ma l’Acqua Santa, quella posta all’entrata delle chiese, serviva, e serve, a ‘pulire’ la propria mente e il proprio cuore prima di presentarsi davanti l’altare di Dio.

Nell’ebraismo, corrisponde alle ‘Pulizie del Pesach‘ (Pasqua ebraica).

La pulizia di ‘Pesach’ (‘Pasqua’..’passaggio’..’passare oltre’) è una pulizia accurata che molte famiglie ebraiche svolgono tradizionalmente appena prima di Pesach. Nel rendere kosher la cucina per Pesach, tendono a “cogliere l’attimo” (che di solito dura giorni) e puliscono tutta la casa, dallo scantinato a tutto il resto, buttando la spazzatura e mettendo in ordine i cassetti dell’armadio.

Ma la pulizia di Pesach in realtà ha un significato molto più profondo di una semplice spolverata e riassetto degli armadio. Qui si tratta di un’altra definizione di Casa.

Il cuore dell’uomo è considerato la propria casa. Pulire la propria casa significa pulire il cuore dalla “spazzatura”, ovvero, dai cattivi pensieri sugli altri.

Pesach segna la prima volta in cui si passa da una mentalità egocentrica, altrimenti nota come “inclinazione al male”, e si raggiunge il primo grado di amore per gli altri: una scala di amore fraterno che si sale fino al raggiungimento dello stato noto come “Ama il prossimo tuo come te stesso”. Prima di arrivare a quel primo passo, si deve  esaminare tutti i propri desideri e pensieri, ed evitare di usare tutti quelli che si rivolgono verso se stessi. Questa analisi è la pulizia di Pesach.

Casualmente, il tipico uso copioso di candeggina durante la pulizia della Pesach si adatta proprio al significato interiore, poiché pulire il proprio cuore è chiamato anche “sbiancarlo”.

Il premio di questa pulizia è una percezione più completa e piacevole della nostra vita e degli spazi vitali in questa ‘grande casa’ ce ci è stata assegnata dalla vita.
– Max Damioli

Una storia induista descrive la ‘grande casa’ come la vita stessa degli esseri umani, piena di stanze meravigliose: ‘..noi abbiamo scelto di vivere in poche, spoglie e sporchissime camere e abbiamo assegnato i compiti di giardinaggio al cuoco, di cucina allo stalliere, di stalla al giardiniere.’

Il rito delle pulizie di primavera, dal punto di vista della parabola, consisterebbe nell’aprire tutte le stanze, arieggiarle e tornare a viverle, riassegnare i compiti giusti alle persone giuste e godersi le bellezze della propria casa interiore.

Così come laviamo il nostro corpo dovremmo lavare il destino, cambiare vita come cambiamo biancheria: non per provvedere al sostentamento della nostra vita, come col cibo e col sonno, ma per quell’estraneo rispetto per noi stessi che giustamente si chiama pulizia.
– Fernando Pessoa

Apriamo le finestre, invitiamo lo spirito dell’elemento aria, diamogli il bentornato chiedendogli di portare via con se le energie basse della nostra casa. Facciamo lo stesso con le nostre emozioni e i pensieri pesanti, immaginando che d’ora in poi ogni brezza che ci accarezzerà la pelle le porti via con se.

Sbianchiamo la casa e il cuore. Rinfreschiamo le coperte e l’anima. Facciamo il cambio dell’armadio e di atteggiamento. Puliamo gli angoli e riassegniamo i compiti giusti..

Che la nostra ‘Casa’ risplenda.. dentro come fuori!

Figlie della Madre )O(


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