Alle Origini, La Ruota dell'Anno

Sono Europea, per questo festeggio Halloween

di Elena Ailinn Paredi

HALLOWEEN O SAMONIOS? LE VERE ORIGINI DI UN’ANTICA RICORRENZA CELTICA

Tra la notte del 30 ottobre e il 1° novembre si celebra secondo il culto celtico, la fine dell’estate e l’inizio della nuova stagione: è la festa di Samonios, conosciuta anche con altri nomi, Samhain e Halloween.

Sul celebre calendario di Coligny questo periodo viene indicato come “Samon” ed è certo che i Celti, sia continentali che insulari, dessero particolare rilievo a questo giorno ed alla notte che lo precedeva come una delle quattro Feste cardini del moto celeste. Giunta fino ad oggi la tradizione di questa festa è anche conosciuta con il nome di Samhain (dal Gaelico “sam-fuin”, ovvero ”fine dell’estate”).

Si conclude, quindi, un ciclo per aprire immediatamente uno nuovo.
L’iscrizione così cita: oni sindiuTrinox samo sindiv – trinoxtion Sam ovvero “la festa delle tre notti di Samonios comincia oggi”.

Pertanto la festa in origine era conosciuta col nome di Trinoxtion Samonii, ovvero le tre notti di Samonios: la sacralità della simbologia del tre, già presente nel Triskell, acquista grande rilevanza per identificare un periodo cruciale durante il quale la parte oscura dell’anno prevale su quella chiara.

Samonios rappresenta il primo giorno dell’Anno celtico; questo perchè presso le popolazioni arcaiche, il ciclo vitale non iniziava dalla nascita delle cose visibili, alla luce del sole del mattino, ma alla nascita “reale”, quell’istante profondo e intimo che dà il “là” alla prima pulsazione: è la putrefazione delle foglie sul terreno che daranno vita alle nuove piante in primavera, è la gestazione nel grembo materno che farà nascere e sviluppare una nuova Vita.

Il giorno comincia a mezzanotte, nell’istante in cui la Luce in germe contiene il suo più alto potenziale in essere, è Saturno cristallizzato che rilascerà il Fuoco in esso contenuto al sorgere del Sole.

Samonios rappresenta la promessa del futuro sole e dunque dell’anno nuovo.
Nel corso di questa prima notte si avranno i cerimoniali che avranno la funzione di assicurare un buon anno, buoni raccolti per l’anno che sarà.

Presso le popolazioni Insubri, era consuetudine spegnere il fuoco nel focolare domestico, 3 giorni prima del 31 ottobre, radunandosi nella foresta attorno al cerchio di pietre posto dai sacerdoti, che erano preposti a “soffocare” lentamente il fuoco sacro dell’altare dedicato alle divinità del clan, strofinando infine i rami secchi della quercia sacra più anziana.

Il rituale proseguire con l’accensione del nuovo fuoco, il 1° novembre, per onorare Belenos e Succelos (divinità solare) e “spaventare” gli spiriti avversi.
Ciascun campo famiglia riceveva le braci rosse raccolte da questo fuoco per accederne un nuovo nel proprio focolare: fuoco che doveva essere custodito e fatto bruciare fino all’autunno successivo. Questo sacro fuoco doveva proteggere la casa dai pericoli durante tutto l’anno.

Questo era il momento propizio durante il quale si effettuavano i raccolti da riporre per l’inverno in arrivo: la terra sarà fertilizzata per preparare il nuovo anno nell’oscurità della sua “rotondità”.
Nel ventre segreto della Terra avviene l’alchimia della fecondazione del futuro sole del Solstizio d’inverno.

Samonios era così presente e potente nelle menti degli antichi Insubri, che la Chiesa non poteva soffocare tanto facilmente; fu così che la trasposero nella celebrazione dei Santi, ovvero la festa di Ognissanti celebrata ancora oggi.

L’Energia di questa ricorrenza è così forte che nel mondo commerciale prende vita sotto forma di Halloween, nome di derivazione inglese che meglio si diffuse.

È il momento delle grandi notti in cui tutta l’energia è concentrata sulla creazione. Tutto sembra addormentato sulla Terra ma nel suo cuore fertile sta sognando il mondo. Così si passa da un ciclo per entrare in uno nuovo in un tempo senza tempo. In questo istante incantato, ci sarà l’eterno rinnovamento che avrà la vittoria su quanto sembra in realtà morto.

LA RAPA: ANTICO SIMBOLO DI SAMONIOS

“Will-o’-the-wisp”, “Fuochi pazzi”, “Feux follets”, “Ignis fatuus”, “Luminotti e Lumicini”, “Lümere”… questi sono solo alcuni dei nomi usati nella tradizione europea per indicare i “Fuochi fatui”, le fiammelle di fiamma fredda che danzavano sui terreni paludosi e marcescenti nella notte sacra di Samonios.

Troviamo anche denominazioni quali “candela del morto” e, in ambito anglosassone, “Billy col ciuffo“, la “Lanterna di Hobbledy”, la “Lanterna di Jack” oppure “Joan del guado”… In Italia invece troviamo le leggende sui “Lumicini“, (“Lumesìn” e “Lümere” in Lombardia) spiriti erranti con l’aspetto di tenui figure biancastre oppure, nel caso dei “Luminotti” (attestati sia in Toscana sia presso alcune località delle Alpi Occidentali: ad esempio in Valle Anzasca), di ombre vestite con lunghe cappe scure, che vagano reggendo una piccola lucerna del tutto simile ad un fuoco fatuo.

La rapa cresce completamente o in parte sotto terra, dunque nel Genio di questo ortaggio è racchiusa l’essenza di questo periodo: il pensiero rivolto al sottomondo, alle radici, agli antenati animici, ai preziosi semi custoditi dalla terra nel gelo invernale… pronti a germogliare nella prossima Primavera.

L’anno sprofondava simbolicamente nel buio, cessava di esistere e si dava inizio all’anno nuovo tramite l’accensione di un fuoco collettivo (con valenza sia materiale che spirituale). Il Fuoco, presso le popolazioni dove il “sacro” era concepito su base “sciamanica”, è agente dinamico trasformatore.

Il fine perseguito è la trasformazione dell’essenza spirituale della persona ma può preludere anche – in termini iniziatici ad un’esperienza di trasfigurazione. Padroneggiare il fuoco ed aver cura del calderone, dell’Athanor, è sinonimo del cammino verso la comprensione di alcuni scorci dell’Anima.

LE LÜMERE DI LOMBARDIA

In Lombardia, ai tempi dei nostri nonni e dei nostri genitori, era in uso tra i bambini intagliare delle zucche arancioni per inserirvi delle candele accese sul fondo, da portare in giro di notte per spaventare i passanti.

Andavano di casa in casa a chiedere del cibo come noci, nocciole, castagne, e in cambio assicuravano di non procurare nessuno scherzo. Queste zucche a Milano e in Brianza venivano chiamate “Lümere“. Oltre al “dolcetto o scherzetto”, era usanza lasciare sul davanzale delle finestre, una ciotola di latte, un bicchiere di vino rosso e del cibo per le Anime dei propri cari.

Il rituale del fuoco prevedeva, inoltre, che i focolari domestici venissero spenti all’inizio della festa, cioè al tramonto dell’ultimo giorno di ottobre, per poi riaccenderli al Solstizio d’Inverno. Spegnerli serviva a far apparire le case disabitate e a ingannare gli spiriti avversi, che la prima notte tornavano sulla terra per impossessarsi dei corpi dei vivi e vendicarsi dei torti subiti.

Esempio di rituale propiziatorio (molto approssimativo):
Sarebbe tradizione offrire ai propri antenati frutta, bevande, intonare poesie, canzoni, ecc. e salutare l’anno vecchio per celebrare con gioia quello nuovo.
Si condividono pane e frutta invernale, mangiati assieme, e bevendo idromele.

È un momento di Grande Magia perché è il potere della Grande Madre che attraverso la morte ridarà la vita.
Questo momento va oltre il tempo e lo spazio e ci permette di toccare davvero il segreto dell’Eternità.

Il druido apre la porta ad occidente, bandendo i confini tra il mondo dei vivi e quello dei morti: incontrerà gli Antenati per ridare vigore alla loro memoria e saggezza, facendo offerte gettandole nel nuovo fuoco.

Il rituale si concluderà con la chiusura della porta ad oriente, brindando e banchettando con idromele e pane, intonando canti e poesie in loro onore.

Articoli che potrebbero interessarti:
Samhain – La Porta degli Dei
La Notte delle Lumere

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Bibliografia
“Le vere origini di Halloween” di Sarah Bernini, Luce, Chiara Rancati, Monica Casalini – Anguana Edizioni
“L’Italia dei Celti”, di Giorgio Garbolino – edizioni Boot Ananke
“Il tempo dei celti. Miti e riti: una guida alla spiritualità celtica” di Alexei Kondratiev – Apogeo Editore
“Samonios e Solstizio d’inverno” di Ossian – Anticaquercia
“Haggis, Hogmanay and Halloween” di Betty Kirkpatrick – Crombie Jardine Publishing Lim “Mannheim Steamroller Halloween: The World Between” di Chip Davis, Jill Stern – Mannheim Steamroller, LLC,
“Halloween: sorcières, lutins, fantômes et autres croquemitaines” di Patrick Jézéquel, Bénédicte Morant, Jean-Baptiste Monge, – Erlé Ferronnière Avis de tempête.
“Halloween: histoire et traditions”, di Jean Markale – Imago
“Le christianisme celtique et ses survivances populaires” di Jean Markale – Editions Imago

Fonte


Halloween
Storia e tradizioni
Set Coltelli per Zucca Inox
Coltelli per creare zucche di Halloween

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